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Cosa si intende per Insufficienza Venosa Cronica ?

Per Insufficienza Venosa Cronica o meglio la Malattia Venosa Cronica ( MVC ) degli arti inferiori si intende una patologia venosa caratterizzata da un quadro di segni e sintomi che secondo la recente classificazione CEAP distinguono sia forme iniziali con sintomi senza segni ( C0 ) sia forme più avanzate come le varici ( C 2 ) o dalle sue complicanze ( C 3 e C 4 ), sino alle ultime classi ( C 5 e C6 ) rappresentate dalle ulcere vascolari.

Secondo una definizione semplice, anche se non recente, della Organizzazione Mondiale della Sanità, le varici sono dilatazioni sacculari e permanenti delle vene superficiali, che possono avere un decorso tortuoso, dovuto al flusso ematico retrogrado. Successivamente tale definizione è stata integrata e completata anche da concetti emodinamici, di non semplice comprensione per i non addetti ai lavori.

Quali sono i sintomi e segni più frequenti ?

Tra i sintomi e segni più frequenti della MVC possiamo annoverare il peso, la stanchezza e l'irrequietezza degli arti inferiori, le teleangectasie, le venule, le varici, i crampi notturni, gli edemi declivi, il prurito, il dolore durante il cammino, l'epidermite e l'ipodermite, la iperpigmentazione cutanea e gli eczemi venosi, le varicorragie e le ulcere vascolari.  

Quale è la sua prevalenza ?

La prevalenza attuale della MVC degli arti inferiori è di circa il 10-50% nella popolazione occidentale adulta maschile e del 50-55% in quella femminile, mentre la malattia varicosa è clinicamente manifesta, nel 10-33% delle donne e nel 10-20% dei maschi adulti.
La MVC colpisce prevalentemente il sesso femminile fino alla quinta-sesta decade, successivamente non si notano significative differenza fra i sessi.
La relazione fra varici e peso corporeo, valutata da diversi autori, ha dimostrato come le donne in sovrappeso soffrono maggiormente di MVC e di malattia varicosa rispetto a soggetti di peso normale.

Quali sono le cause della Insufficienza Venosa Cronica ?

Le cause principali sono rappresentate da alterazioni primitive della parete venosa, associate a reflusso ematico e/o ostruzione dei vasi. Tali alterazioni provocano una dilatazione venosa, una conseguente inefficienza valvolare che provoca un reflusso ematico, con attivazione di un circolo vizioso che porta, in assenza di terapia, ad una cronicizzazione della patologia e ad un progressivo peggioramento della stessa.
Tra i fattori favorenti che contribuiscono al progredire della patologia venosa, su una base comune di familiarità, annoveriamo le attività lavorative che richiedono una prolungata stazione eretta o seduta, il sovrappeso, le gravidanze, l'esposizione a fonti di calore prolungate, i difetti di postura , la stitichezza, le trombosi venose e la sindrome post-trombotica. 

Come si pone la diagnosi di Insufficienza Venosa Cronica ?

La valutazione clinica specialistica Angiologica rappresenta il primo livello di inquadramento della patologia venosa, eventualmente correlata alla diagnostica EcoColorDoppler, che rappresenta la diagnostica vascolare non invasiva più utile ed affidabile di secondo livello, con una sensibilità ed una accuratezza vicina al 100%; l'utilizzo di questa diagnostica per una diagnosi di I livello va considerato inappropriato e non costo-beneficio.

Quali sono le terapie più idonee per il suo trattamento ? 

La terapia farmacologica va valutata in tutti gli stadi della malattia e non come alternativa ad altri trattamenti ( chirurgici, endovascolari, compressivi ) e deve essere considerata fin dai primi stadi della malattia, utilizzando sostanze di provata efficacia clinica che agiscano sui vari aspetti fisiopatologici responsabili delle alterazioni venose.
La terapia compressiva consente l’applicazione di una pressione esterna su di un arto, per mezzo di materiali di diversa natura, al fine di prevenire e curare la malattia del sistema veno-linfatico e l’evoluzione clinica della MVC.
La scleroterapia è una tecnica, non chirurgica, che consente l’ablazione chimica mirata delle varici tramite l'iniezione di un agente sclerosante liquido o in forma di schiuma. La sostanza sclerosante determina una alterazione chimica dell’endotelio venoso e degli strati più interni della parete venosa, con riduzione progressiva della dilatazione vasale sino alla sua occlusione.
 La chirurgia della MVC e le sue indicazioni si basano sulla corretta interpretazione della sintomatologia, del quadro clinico ed emodinamico, correlabili alle varici o alle loro complicanze.
Le tecniche chirurgiche attualmente disposizione sono raggruppabili in tre categorie:
 — Tecniche ablative — Tecniche conservative — Tecniche endovascolari.
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